
Club della lettura
CAFFE’ LETTERARIO
Il nostro Caffè letterario, strada facendo, si è trasformato in SALOTTO LETTERARIO ospitato da una delle due ideatrici, la nostra socia TINA FERRARA nella sua splendida casa di Via Chiaia 111.
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Durante l’inverno ci siamo incontrate diverse volte, abbiamo discusso di testi come VENUTO AL MONDO E L’ELEGANZA DEL RICCIO ma, soprattutto, abbiamo iniziato una nuova strategia: incontrare scrittori per analizzare insieme i loro testi.
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Primo incontro è stato con FRANCESCA DOVETTO, docente di Glottologia all’Università di Napoli che ha presentato il suo interessante saggio PAROLE DI DONNE.
Secondo incontro, con la scrittrice MARIELLA GARGOTTA che ha parlato del suo commovente romanzo VOCI AL TRAMONTO edito da Guida.
Sempre più numeroso il pubblico delle nostre socie ed amiche che ha avuto modo di apprezzare anche il rinfresco organizzato da Tina con deliziosi sciroppi che, in tempi di mondiali, hanno assunto i colori della nostra bandiera e con la crostata di linda, preparata con marmellate rigorosamente artigianali.
APPUNTAMENTO A SETTEMBRE con nuovi titoli e nuovi autori!
Tra le attività culturali dell’anno sociale 2009-2010, il CAFFE’ LETTERARIO, da un’idea delle socie Tina Ferraro ed Anna Di Prisco.
Un’occasione di incontro fra le socie ed i soci all’insegna della passione per la lettura.
Primo incontro
il giorno 21 OTTOBRE, alle ORE 17.30 presso il CAFFE' BLANC di Piazzetta Rodinò.
Si è commentato il contenuto della prima parte del libro di Margaret Mazzantini “Venuto al Mondo” al quale sarà dedicato un altro incontro tra tre settimane
Per l’Associazione TempoLibero questo incontro, aperto a socie e non soci, simpatizzanti e conoscenti, rappresenta un modo per esplicitare le finalità del proprio statuto: promuovere la cultura, l’arte e la conoscenza.
Per gli appassionati di lettura, un modo per dare sfogo alla propria passione, per riflettere sui temi trattati e per confrontarsi su un’opera di cui si parla.
Ulteriore finalità dell’iniziativa, che ci si augura possa divenire un appuntamento fisso, è senz’altro la promozione delle relazioni tra vecchi e nuovi associati, lo scambio di idee ed opinioni anche su temi che esulino dal contenuto del testo che diviene così occasione e spunto di condivisione..
Margaret Mazzantini scrive “La speranza appartiene ai figli. Noi adulti abbiamo già sperato, e quasi sempre abbiamo perso”.
A “Tempolibero” ci si riunisce affinché la speranza e i sogni possano appartenere a tutti!
L'incontro mensile dedicato al Club della lettura
avrà luogo il 13 febbraio presso la nostra sede, alle ore 17,00 e sarà dedicato
all'amore. Ciascuno è invitato a leggere una pagina sul tema dell'amore (di
qualsiasi genere) oppure a partecipare a distanza inviando il testo che sarà
pubblicato su questo sito.
Donatella Gallone
Giornalista e nostra Socia, Donatella Gallone ci ha inviato questo estratto tratto dall'articolo "Schifano e la donna fontana" pubblicato sulla testata on-line www.ilmondodisuk.it
AMARA
Diciottenne, assetata di affetto, amicizia e comprensione. Sguardo impaurito
alla ricerca di tenerezza, mente insaziabile di conoscenza (ha letto tutti i
libri della biblioteca comunale), incredibile memoria, Amara prende forma tra i
frammenti del passato con la sua inesauribile sensualità, la “pelle bianca come
una colata di latte”, colomba in un mondo di serpenti: “… La rivedo ora come una
serie di ex voto carnali…”.
Il primo incontro (indiretto) con Gennaro, nella caserma dei pompieri; lavora in
una scuola, lei aiuta le altre due istitutrici, e accompagna i piccoli alunni
alla scoperta di uomini dediti alla comunità, che salvano la vita delle persone
liberandosi dai loro impegni di lavoro ( come macellai, autisti di taxi,
cuochi…). Lo aspetta l’indomani quando smonta dal turno. Erano giorni che
l’osservava, abitando nei dintorni con la nonna…
“ Ti desidero, ho sete del tuo sperma ti amo… Lulu (è così che lei chiama, di
quando in quando, il suo sesso) attende impaziente i tuoi omaggi amore mio!...
Tu sei il mio unico amore…”. Gennaro rivive, tra flash, l’intensità della
storia, navigando sull’eco dei messaggini di Amara. Non si nascondono. Tutto il
centro di soccorso sa del loro legame: ”… Allora Esposito, è più facile o è
meglio con una demente?”.
Ogni tanto lei sparisce. Non la vede da un po’; sul telefonino cerca traccia dei
suoi sms, quando sente la voce di un collega: “Gennaro… Sali, c’è una sorpresa
per te!...”. Amara lo attende immobile e bagnata in una sala dove sono anche gli
altri. La prende per mano, attraversano un piccolo corridoio, s’infilano nella
rimessa (dei veicoli)…“Quella sera avrei fatto l’amore anche circondato dalle
fiamme…”. Si risveglia; Amara dorme appiattita su di lui; la voce di
Jean-Matthieu: “ Posso? Tu permetti?”. Chiude la porta, in slip. Occhi aperti,
Amara affonda in silenzio il viso nel collo di Gennaro che le sussurra
nell’orecchio: “Vuoi?”. Singhiozza: “ Se tu vuoi, ma sei tu a dirigere, a
controllare, voglio che tu goda dentro di me, ti voglio subito dopo… Non voglio
sapere chi è…”. E insieme scoprono che appartiene a una minoranza femminile
dotata di una piccola prostata, capace di emettere un liquido inodore (fluido
come l’acqua) in orgasmo.
Femme-fontaine, donna fontana. Fragile e insicura. Diventa oggetto di gioco. A
Jean- Matthieu si associa la compagnia di volontari che ne ingabbia, così,
sensibilità, intelligenza e potenza sessuale. Finiscono sotto processo, esposti
al giudizio pubblico e ai benpensanti: “Violontari”, titola un quotidiano
nazionale, riferendo le “turpitudini”in caserma. Ma i 14 mila abitanti di Fuie
alzano le spalle e li assolvono: queste cose esistono solo sui giornali. Paga
solo Amara, che scompare in manicomio. Lei, una povera deficiente… Ritardata
mentale…
“Eversivo” Schifano; trasgressivo, libero, caustico; denuda l’ipocrisia e il
perbenismo di una società crudele con la bellezza di un potente canto d’amore
umano. Mai udito in letteratura.
Marco De Gemmis
Marco De Gemmis, autore di testi in prosa e versi nonché direttore del settore istruzione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, amico della nostra Associazione, ci ha inviato questi versi di suggestiva bellezza
Il nostro motore
uno schiocco di bacio mi lascia
senza parole, è strano nel telefono,
sei ancora in grado di
vengo da te stringiamoci
in una solidale compagnia,
di dire questo, o addirittura
fare nuovamente che fra i due
ci mettiamo a parlare, dico
fra il mio pene e la tua vagina
che vanno per fatti loro,
o è meglio ch’io ti scriva,
con più calma ti dica
vivo da tempo, quanto non saprei,
in sospeso, sto dentro un sospeso
giro di valzer, c’è una musica
non male pronta che non parte
e do la spinta, provo e provo
ma le gambe mi si impuntano
oppure è come stare
bloccato in un giro della vite,
non si avvita né svita, e il tempo
dice che ha altro da fare e scorre
tranquillo affianco, indifferente,
non ci rimette in circolo
così non so se un giorno il nostro
motore si riavvia, ma non sarà
domani, non dopodomani
(Napoli, 1-2 gennaio 2009)
Francesca Ragni
Francesca Ragni è la nostra socia perugina che per ovvi motivi partecipa a distanza con dei sonetti di Shakespeare pubblicati nel 1609
Il mio occhio e il mio cuore
sono in guerra mortale
su come dividere la conquista della tua visione:
Il mio occhio vorrebbe impedire al cuore la vista
della tua immagine,
il mio cuore al mio occhio la libertà di quel diritto.
Il mio cuore afferma che tu dimori in lui,
scrigno mai violato da occhi cristallini,
ma l’avversario nega tale asserto
e afferma che in lui dimora il tuo grazioso aspetto.
Per decidere su questo diritto,è insediata
una giuria di pensieri,tutti vassalli del cuore,
e col loro verdetto viene stabilito
quanto spetta al chiaro occhio e la parte del caro cuore:
così spetta all’occhio la tua parte esteriore,
e diritto del mio cuore è il tuo amore profondo.
Luigi Pagano è un nostro socio artista, che ci ha inviato le poetiche parole di Paolo Conte
...eh, eh,eh, il tuo avvocato
è proprio un asino, no certe cose non si dicono, se no i giudici ne soffrono...
...eh,eh, eh, sono le tue parole scrtte a macchina, baby,baby,...fan tanto bene
per me.
parole d'amore scritte a macchina
Paolo Conte
Che l' amore sia il motivo per cui si facciano le cose con un tono straordinario sempre.
Patrizia Messina
La costruzione di un amore di Ivano Fossati La costruzione di un amore spezza le vene delle mani mescola il sangue col sudore se te ne rimane
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare
La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole
ed io ci metto l'esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male
E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare
dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore per quando vorrai buttare via la mia sola fotografia
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo
e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l'ho fatto per fare
ma era per non morire
si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché
La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
la costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
e sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo
e tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso
Sì.