Tony Stefanucci

 

                           

Riflessioni - di Tony Stefanucci

Riflessioni: come la vedo io, partito dai ‘50, arrivato ai ‘90 (e spero oltre) attraversando, quasi indenne, i ‘60 ‘70.
Ci sono quelli che fanno la storia e sono quelli che possiedono la magia del fare e siamo gli immortali.
Ci sono quelli che la storia la registrano e sono i cronisti.
Ci sono quelli che la storia la tramandano e sono gli storici.
Ci sono quelli che la storia la selezionano e sono i critici.
Ci sono quelli che la storia la orientano e sono gli opinionisti.
Ci sono quelli che strappano le pagine di storia, quelli che ti impediscono di fare la storia, quelli che malgrado si impossessino della cronaca non faranno mai storia , e quelli che boicottano tutto e tutti, pur di entrare in qualche storia, e sono quelli che fanno mediocre la storia., ma, come dice il poeta (C. Piancastelli) “il boicottaggio appartiene, come la maldicenza, alla famiglia del peto. La puzza ti arriva addosso quando ormai è uscita, senza che puoi vedere lo stronzo che l’ha fatta”: nel ’68 di tutti i tempi, della Napoli di ogni tempo, dentro e fuori dell’Accademia:
mai di fronte ma di traverso:
di frontale ce n’è uno
tutti gli altri son…
(trovare la rima con uno)
P.S. Pensiero notturno: voce ‘e notte “mammà passame ‘o rinale”: il post-popolare è la risposta culturale delle nuove generazioni di artisti napoletani che hanno rifiutato la lezione dell’Arte-artistica, poiché come dice il politico(superfluo citare il nome) “ è finita l’epoca dell’Arte come puro godimento dello spirito”: neo-tradizionalisti, neo-neorealisti, neo-melodici e neo-concettuali di ispirazione “en plain saittelles”, alla ricerca, nel profondo, delle radici degli esaltanti, mai abbastanza esaltati, modelli tradizional-popolari, che esaltati fino all’esaltazione, si esaltano, vieppiù, a loro volta, sconfinando i confini dell’esaltazione e gli esaltatori per fermarne la ormai incontenibile incontinenza, ricorrono alla repressione, cosicché, modelli esaltati ed esaltatori, pentiti ma non domi, scendono in guerra, riempiendo le strade e le cronache di cultura della persecuzione e del sangue, anziché di educatori e Artisti per fare più semplicemente, “en plain air” : civiltà e Arte; poiché effimero è tutto ciò che si distrugge nell’atto della sua creazione: l’uomo, e l’Arte è la massima espressione della necessità del disutile.

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